laboratori amici

Pubblicheremo in questa i progetti di quanti vorranno condividere la loro esperienza creativa ispirata a Fritz…

mi fa molto piacere accogliere come primo “progetto-amico” il percorso creativo proposto da Vanja e Max e dai loro “Ragazzi”!

Grazie!

CENTO ACQUE

 

Disegnare è sognare, quando io disegno, io sogno….Quando finisce il mio sogno non mi ricordo niente di quello che ho sognato….ma il disegno rimane: è praticamente il racconto del mio sogno

Friedrich Hundertwasser

 

Premessa metodologica

 

“Il pittore delle cinque pelli”. Così è stato, sovente, dipinto Friedrich Hundertwasser .

Risulta,  tuttavia, assai difficoltoso racchiudere nell’angusto recinto di una definizione questo artista viennese dal talento poliedrico e prepotentemente visionario. Ma certo è che nella poetica delle cinque pelli dell’uomo si possano rinvenire i segni della relazione dinamicamente dialogica tra il suo lavoro di artista e la società. Per F.H. l’uomo è immerso nella società e nella natura; dalla qualità del rapporto con esse scaturisce la qualità della vita. Oltre all’epidermide, sono per l’uomo come delle vere e proprie pelli gli abiti, le case, l’identità sociale, e l’ambiente naturale. Se il profondo legame che lo unisce ad una delle sue pelli si interrompe, o si guasta, inevitabilmente degenerano la qualità della vita e delle relazioni. Partendo da questi presupposti il suo lavoro, di pittore e di architetto, si è incentrato sulla ricerca e sulla realizzazione di pitture e di edifici che rispettassero e che favorissero criteri di armonia tra l’uomo e il mondo. Le sue case variopinte e tondeggianti (non ci sono linee rette in natura l’arte e l’edilizia devono tenerne conto), con finestre barbute, alberi inquilini e giardini sopra i tetti, intendono ottenere una riarmonizzazione tra uomo e società, tra uomo e natura. Allo stesso modo si può immaginare come il deterioramento del legame tra individuo e natura, e le difficoltà ad individuare o a ottenere un riconoscimento della propria identità sociale possano determinare l’emergere, in taluni casi, e il rafforzarsi, in altri, di problematiche psichiatriche. Rispetto a tali problematiche la società non può relegare le proprie risposte nell’ambito dell’assistenzialismo e porre in essere, in questo modo, un fenomeno di rimozione collettiva. Riteniamo compito di una comunità (l’insieme dei cittadini e delle istituzioni che li rappresentano) adoperarsi per esplorare le possibili strategie per ricreare l’equilibrio, l’armonia, le relazioni che si sono guastate. L’arte come ci dice F.H., si offre come strumento privilegiato per il conseguimento di un simile obiettivo. Permette, infatti, di ridestare e di esplorare i propri talenti dormienti, di intravedere nella ricchezza dei colori e delle forme, nella loro mutabilità, la prospettiva di una trasformazione estrapolabile nella realtà. Si può, attraverso un percorso artistico, rappresentare il proprio vissuto e successivamente osservarlo, rappresentato sulla tela (pittura) o raccontato su una pagina (scrittura) e in questo modo, da “spettatori” prenderne le giuste distanze per analizzarlo e ipotizzarne la trasformazione positiva; e questa trasformazione, se viene nuovamente rappresentata, può, in un momento successivo, divenire progetto di vita.

Con il laboratorio permanente “Cento Acque” si intende rivolgersi in primo luogo agli utenti dei servizi psichiatrici e ai loro operatori di riferimento ma anche ai cittadini del territorio con lo scopo di attivare delle occasioni di incontro utili ad affrontare le tematiche delle diversità e della devianza al di fuori dei rigidi steccati degli stereotipi e dei luoghi comuni. L’arte è sempre un campo d’azione dove le maschere abituali si sciolgono liberando le più profonde e le più inattese risorse dell’essere. Un contesto creativo è, pertanto, ideale per chi desideri scoprire se stesso e incontrare gli altri. La pittura, la realizzazione di plastici e di mosaici, con materiali riciclabili, la scrittura saranno gli strumenti attraverso cui i partecipanti potranno gradualmente esplorare e sperimentare i propri talenti svolgendo le attività in un clima di collaborazione e di solidarietà. I conduttori avranno cura di non interpretare e di non giudicare il lavoro dei corsisti; al contrario si porranno a guida del gruppo mantenendo un atteggiamento maieutico e coscientizzante.

Disegnare è qualcosa di incredibile,

il disegno e la pittura ti danno

la possibilità di entrare in regioni

che non sono ancora state esplorate e che sono molto lontane da noi.

Friedrich Hundertwasser

Finalità generali

  • Avvicinare le persone ad una conoscenza più approfondita dell’arte, arte intesa come qualcosa che ognuno di noi ha dentro di se ma che se non esplorata, condivisa e coltivata rimane come un bellissimo diamante all’interno del vulcano uomo.
  • Stare bene attraverso il fare, e attraverso il fare assieme. Troppo spesso ci troviamo intrappolati nei pensieri, “fare arte” come esercizio quotidiano per migliorare la qualità della nostra vita.
  • Creare dei legami attraverso il lavoro di gruppo
  • Creare un gruppo stabile di persone che “fanno arte”
  • Imparare a riconoscere le proprie emozioni attraverso l’uso del colore
  • Esplorare, riconoscere e gestire le proprie abilità creative e relazionali
  • Favorire l’esplorazione , il riconoscimento e l’utilizzo delle proprie capacità di ascolto
  • Favorire l’esplorazione, il riconoscimento e l’utilizzo di abilità e di strumenti utili a lavorare insieme con le altre persone in un clima di solidarietà e collaborazione
  • Stimolare e sviluppare la capacità di verbalizzare e contestualizzare l’esperienza
  • Creare un momento d’incontro, socializzazione, dialogo
  • Sperimentare la propria creatività e porla in relazione dialogica con le creatività altrui
  • Sperimentare l’esprssione di una propria visione del mondo, anche fantastica, attraverso linguaggi artistici, pittura, scrittura, mosaico, fotografia, creazione di plastici con l’uso di materiale di riciclo
  • Stimolare l’estrapolazione dell’esperienza artistica nella vita quotidiana.

Gli obiettivi specifici si definiranno nel corso del lavoro concordandoli con i partecipanti, e nelle fasi che lo richiederanno in accordo con gli operatori di riferimento degli utenti partecipanti.

Destinatari

Utenti e operatori dei centri di salute mentale di Parma e provincia, comunità psichiatrica Fattoria di Vigheffio, utenti e operatori di cooperative sociali, cittadini.

Beneficiari

Utenti dei servizi di salute mentale di Parma e provincia, volontari, educatori, operatori, infermieri.

Periodo

Da Aprile a Settembre 2008, il mercoledì dalle 10 alle 18

Tempi

Un totale di 205 ore, di cui 160 rivolte ai partecipanti, così suddivise:

160 ore di laboratorio ed eventuali allestimenti e/o presentazioni finali.

15 ore di equipe tra conduttori e operatori di riferimento dei partecipanti.

30 ore per la preparazione di un documento finale dell’esperienza.

Luogo

Presso la Fattoria di Vigheffio-Parma.

Risorse

Uno spazio ampio, pulito, luminoso, confortevole, adatto al lavoro.

Materiali:

Colori acrilici, acquerelli, gessi, materiale di riciclo (carta, cartone, plastica, ), compensato, colla vinilica, materiale di scarto ( mattonelle, piastrelle, vetro). Mobili obsoleti e inutilizzati.

Equipe di conduzione:

Vanja Buzzini è operatrice sociale, burattinaia e musicista. Vanta numerose collaborazioni tra cui la più significativa con i Modena City Ramblers. Nel 1988 fonda insieme ad altri colleghi tra cui Michele Franzoni e Liliano Lamberti la Cooperativa Sociale “ Avalon “ che si occupa di disagio mentale.

Massimiliano Filoni è laureato in Storia dello Spettacolo presso il DAMS di Bologna. Attore e regista, nel 1992 ha fondato, con Roberto Mazzini e Tiziana Bortuzzo, “Giolli”, centro di Ricerca sul Teatro dell’Oppresso e Coscentizzazione, con cui svolge prevalentemente le proprie attività allestendo spettacoli in contesti non sempre teatrali (carceri, centri di salute mentale, scuole…).

 

Potranno essere presenti altri operatori della Coop Avalon con ruoli di supporto all’attività.

 

Prima pelle: l’epidermide

L’arte è il sentiero che conduce alla bellezza, e l’artista è colui che possiede il dono di mostrarci la bellezza nei suoi aspetti più profondi. L’alchimia dei colori praticata dall’artista nella sua opera minuziosamente particolareggiata ha lo scopo di farci percepire la spiritualità della materia. F.H. sostiene che niente in natura è formato da linee rette, al contrario , in natura, tutto è continuamente “mosso”, da qui il suo profondo amore per la spirale, elemento che troviamo continuamente nelle sue opere sia pittoriche che architettoniche “ la natura della linea retta è aliena all’uomo, alla vita, all’intero creato”. La sua posizione in fatto di ecologia precede di molto la nascita del movimento ambientalista di massa. La “prima pelle”, l’epidermide, deve essere il più possibile in armonia con la natura.

 

Seconda pelle: gli abiti

Una fotografia scattata nel 1950 a Saint-Mandè ha immortalato i suoi piedi, con un paio di sandali fatti a mano. Il berretto di Hundertwasser, diventato famosissimo, fece la sua comparsa molto più tardi. In un manifesto scritto tra il 1982 e 1983, presentato durante una mostra all’ Art Gallery di

Parigi, F.H. denunciò i tre mali della seconda pelle: l’uniformità, la simmetria dei vestiti di produzione industriale e la tirannia della moda. L’anonima convenzionalità dell’abbigliamento corrisponde alla rinuncia dell’uomo all’individualismo e all’orgoglio di indossare una seconda pelle originale e diversa da quella degli altri.

 

Terza pelle: la casa dell’uomo

Tra il 1972 e il 1980 F.H. mise a punto la sua teoria naturista: Una precisazione è necessaria, l’arte è il nucleo del pensiero di F.H., ed è presente anche nel suo più piccolo respiro creativo. L’arte di dipingere è la sua arte di vivere. “ due sono i colori principali della natura. Il verde della vegetazione e il nero o marrone della terra e delle ombre..” . Nel dipingere le case si dovevano tenere presenti due principi essenziali: prediligere i colori naturali ( argilla, terra, mattone, calce, carbone) e stendere l’intonaco in modo irregolare. Nel 1981 F.H. lavora al progetto Casa Hundertwasser a Vienna, pronto a calare nella realtà la sfida nei confronti della linea retta che per trent’anni aveva lanciato attraverso i suoi dipinti, il moralista dell’architettura mise alla prova la sua filosofia e i fatti provarono che il teorico diventato medico dell’architettura, lo specialista della riprogettazione  di abitazioni malate, aveva ragione. Negli ultimi 15 anni, infatti, pur non abbandonando l’attività di pittore e incisore e moltiplicando le campagne ecologiche, F.H. , ha ideato più di cinquanta progetti per la ristrutturazione di strutture e facciate esistenti e per la costruzione di nuovi edifici e di plastici. Chiedendo a F.H. di costruire un edificio pubblico, con casa Hundertwasser l’amministrazione comunale di Vienna non si era rivolta ad un architetto ma ad un dispensatore  di felicità e gli aveva affidato l’incarico di realizzare un complesso di Spazi Felici.

 

Quarta pelle: l’ambiente e l’identità sociale

Per F.H. la quarta pelle non comprende solo la famiglia naturale o acquisita. Il suo ambito si estende a tutte le associazioni che condizionano la vita di una collettività. Il progetto di una società estetico-naturista implica per l’artista un rigoroso pacifismo. La pace nella bellezza è l’espressione sovrana dell’ordine naturale, dell’armonia universale, nella sua visione la bellezza genera pace: l’inquilino degli spazi felici è in pace con se stesso e con i suoi vicini. I simboli più comuni in cui una nazione si riconosce sono i francobolli, le bandiere e…le targhe automobilistiche. Con una notevole ampiezza di vedute F.H. è passato dal macrocosmo dell’architettura al microcosmo dei francobolli. Dal grandissimo al piccolissimo tutto è importante. Realizzerà allo stesso tempo bandiere e targhe automobilistiche, serie di monete ed orologi.

 

La quinta pelle: l’ambiente globale ecologia e umanità

La natura è la realtà suprema, la fonte dell’armonia universale; l’immenso rispetto dell’artista per la natura fece sorgere ben presto in lui il desiderio di proteggerla dagli attacchi dell’uomo e dell’industria. Dall’operazione “Inquilino Albero” di Milano del 1973, F.H. ha piantato più di 60.000 alberi sparsi in tutto il mondo. Nel 1980 l’Austria si interrogava sul suo futuro nucleare. F.H. ha avuto l’opportunità di mostrare come sia possibile trasformare con successo la società industriale, incaricato di ristrutturare la centrale del teleriscaldamento di Spittelau , che da tempo non era più in funzione, accettò la sfida solo perché il complesso industriale poteva trasformarsi in un modello di creatività artistica e si presentava quindi come un progetto di natura ecologica. Visto da vicino, l’edificio offre un esempio di tutta la gamma del repertorio dell’artista: terrazze giardino, tetti alberati, facciate multicolori. Fedele ai suoi principi naturistici, F.H. si accertò che la riduzione dei gas tossici andasse di pari passo con l’opera di ristrutturazione esterna. La quantità di diossina sprigionata dall’impianto di Spittelau è praticamente nulla: 0,1 g. all’anno! Tale è il potere dell’arte!

L’arte ha imposto a Hundertwasser il dovere assoluto di aiutare gli uomini a riscoprire un rapporto autentico con la natura e a sviluppare il proprio istinto creativo e preservare la propria libertà, la propria identità e il diritto alla felicità

Dall’intervista di Harry Rand a Friedrich Hundertwasser nel 1993

H.R.: Chi proseguirà il suo lavoro, oltre agli alberi?

F.H.: Gli alberi lo continueranno, ed è sufficiente. Alberi ed uomini hanno raggiunto il culmine dei rispettivi percorsi evolutivi. Gli alberi sono più alti dell’erba, dei cespugli, del muschio. Gli uomini sono più alti dei quadrupedi, uccelli, serpenti, vermi e microbi. Alberi e uomini hanno qualcosa in comune. Entrambi hanno una posizione eretta e costituiscono un ponte fra cielo e terra. L’albero tende la sua chioma verso il cielo, l’uomo gli si avvicina attraverso le innumerevoli cellule celebrali, attraverso lo spirito. Solo i piedi toccano il suolo. Per gli alberi la polarità Cielo-Terra è ancora più forte, perché i piedi- le radici- non si appoggiano al terreno, ma sono ancorati in profondità; l’albero tende i rami verso cielo e terra. Per questo esiste una fratellanza fra alberi e uomini: sono fratelli nel percorso evolutivo dell’universo.

H.R.: Come dovrebbe essere l’arte che verrà dopo di lei?

F.H.: L’arte dovrebbe essere positiva, libera, romantica, bella come un gioiello, qualcosa di cui non si possa fare a meno.

 

Riferimento bibliografico su Friedrich Hundertwasser

 

Rand, H.,Hudertwasser,Colonia, TASCHEN, 2007

Restany, P., Il potere dell’arte Hundertwasser il pittore delle cinque pelli, Colonia, TASCHEN, 2002

 

Piccola bibliografia generale di riferimento

 

Buccioli, M. G., I giardini venuti dal vento, Bologna, Pendragon, 2003.

Capelli, A., Lorenzoni, F.,  La nave di Penelope, Firenze, Giunti, 2002.

Freire, P., L’educazione come pratica della libertà, Milano, Mondatori, 1975.

Gerdner, H., Formae Mentis. Saggio sulla pluralità dell’intelligenza. Milano, Feltrinelli, 1987.

 

Mulazzano, Parma                                                                 

Vanja Buzzini       Massimiliano Filoni

 

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