Friedensreich
Chi era Hundertwasser e cosa ci ha lasciato?
che compito difficile… riuscire a sintetizzare e allo stesso tempo non proporvi una sterile biografia di questo grande uomo.
Friedensreich Hundertwasser è nato il 15 dicembre 1928 ed è stato uno dei più grandi pittori austriaci, e sicuramente il più noto artista austriaco contemporaneo.
Il suo vero nome era Friedrich Stowasser, ha poi modificato il suo nome nell’arco degli anni, trasformandolo in base alle caratteristiche che emergevano sui suoi interessi e sulla sua personalità… Sto si è trasformato in hundert, ovvero 100… 100 acque: Sto-wasser … Hundert-wasser. Friedrich si è trasformato in Friedensreich… regno di pace. Ha successivamente aggiunto altri due nomi: DUNKELBUNT e REGENTAG, ovvero “scuro colorato” e “giorno di pioggia”, semplicemente perchè gli piacevano tantissimo i giorni di pioggia, e soprattutto i colori che si inscurivano dopo la pioggia…
Uno dei giochi che faccio più frequentemente con i bambini cui lo presento, per far loro capire l’importanza che questa trasformazione ha avuto per Fritz, è quello di trasformare i propri nomi, trovando delle parole che meglio ci rappresentano, darci dei soprannomi, ma non quelli con cui ci chiamano gli amici che ci conoscono bene… trovare noi da soli il nostro nome, in modo che quando ci presentiamo per la prima volta a qualcuno, questo possa capire subito le cose che ci piacciono… E’ una cosa che li diverte molto, e soprattutto li avvicina tantissimo a questo nuovo amico che proposto in questo modo, ha voglia di giocare subito con loro…
La sua famiglia era ebraica, e all’età di 20 anni perse tutti i parenti materni, uccisi dall’Olocausto. Nel
….
Molte biografie lo definiscono emulo di Schele e Klimt, altri lo avvicinano a Gaudì… nel mio piccolo però sento di avvicinarmi di più ad una definizione che ho avuto l’onore di sentire di persona dal Maestro Alessandro Adriani, che gentile e disponibile ha accolto la mia richiesta di intervista, e lo ha definito con queste parole: “un vero grande artista, che a differenza di quasi tutti gli altri, non ha copiato da nessuno.” Sicuramente l’influenza di questi altri grandi è tangibile, ma a mio avviso non incisiva o invasiva nella sua elaborazione stilistica… i messaggi che trasudano dalle sue opere sono altri e ben più profondi, senza con questo voler nulla togliere.
Provo un’emozione particolare a rievocare questo “fortuito incontro” perchè tutto ciò che mi accade da quando conosco Hundert è magico… ho intrappreso la strada della divulgazione del suo pensiero proprio per far provare a tutti quello che ogni giorno regala a me… ho iniziato una ricerca per trovare contatti che potessero averlo conosciuto e disposti a raccontarmi il loro Hundertwasser, e il Proff. Adriani è stato il primo a rispondere al mio appello… una lunga telefonata per raccogliere direttamente la testimonianza di chi con Lui ha vissuto esperienze artistiche e non… me lo ha descritto come una persona simpaticissima, molto intelligente e creativa, a volte ombroso e chiuso, soprattutto per ciò che riguardava la sua vita privata. conosceva molto bene la nostra lingua, ma se l’interlocutore sapeva parlare il tedesco, preferiva conversare con la sua lingua d’origine e i temi che prediligeva erano legati all’arte, ai colori (che si produceva da solo) e alle immagini. Conosciutisi in una mostra che hanno allestito insieme ad altri artisti, nel 1970 sono stati insieme sulla REGENTAG (la barca che Fritz ha restaurato in un cantiere veneziano) ed hanno condiviso un viaggio tra la Grecia, la Spagna e la Sicilia.
Sebbene Hundertwasser abbia raggiunto la notorietà per la sua audacia di colore nei dipinti, è oggi più ampiamente rinomato per i suoi rivoluzionari progetti architettonici, che incorporano le caratteristiche naturali del paesaggio, utilizzando forme irregolari nella loro progettazione che riproducono meglio ciò che possiamo trovare in naura. (nessuna linea retta si trova in natura…)
… IN COSTRUZIONE…
IL MEDICO DELL’ARCHITETTURA
Da quando ci sono urbanisti indottrinati e architetti standardizzati, le nostre case sono malate. Non si ammalano,sono già concepite e costruite come case malate. Tolleriamo migliaia di questi edifici, privi di sentimento ed emozioni, dittatoriali, spietati, aggressivi, sacrileghi, piatti, sterili, disadorni, freddi, non romantici, anonimi, il vuoto assoluto. Danno l’illusione della funzionalità. Sono talmente deprimenti che si ammalano sia gli abitanti sia i passanti. Basti pensare che, se 100 persone vivono in una casa, altre 10.000 vi passano davanti ogni giorno e queste ultime soffrono come gli inquilini, forse ancora di più, per il senso di depressione che emana dalla facciata di una casa sterile. Gli ospedali sono malati. Le costruzioni uniformi simili a campi di concentramento e a caserme distruggono e appiattiscono quanto di più prezioso un giovane può apportare alla società: la creatività spontanea dell’individuo. Gli architetti non possono risanare queste case malate, che rendono malati, altrimenti non le avrebbero costruite. Si rende quindi necessaria una nuova professione: il medico dell’architettura. Il medico dell’architettura non fa altro che ristabilire la dignità umana e armonizzare la creazione umana con la natura. Non occorre radere tutto al suolo, basta apportare cambiamenti in punti strategici, senza grande dispendio di energie o di denaro. È necessario riportare i corsi dei fiumi, precedentemente livellati, ai dislivelli originari, spezzare la sterile e piatta skyline,trasformare i tetti in una superficie discontinua e ondulata, agevolare la crescita della vegetazione spontanea nelle fessure dei muri e dei marciapiedi, dove non arreca disturbo, modificare le finestre e arrotondare in modo irregolare angoli e spigoli. Il medico dell’architettura è competente anche per operazioni chirurgiche più decisive, come la rimozione di muri e l’installazione di torri e colonne. È sufficiente riconoscere il diritto della finestra, ricoprire di vegetazione il tetto, lasciar crescere l’edera, dare ospitalità agli alberi-inquilini.se si lasciano danzare le finestre, dando loro forme diverse e introducendo quante più irregolarità possibili sulle facciate e negli interni, la casa può guarire. La casa inizia a vivere. Ogni casa, per qunto brutta e malata, può guarire.
24 gennaio 1990
Friedensreich Hundertwasser
L’ALBERO-INQUILINO
L’esempio del museo rupertinum, salisburgo gli alberi-inquilini vengono sistemati su tre lati in modo che, da qualunque punto si osservi il rupertinum, si veda almeno un albero-inquilino. Gli alberi-inquilini devono diventare il simbolo del grande cambiamento della prossima epoca in cui verrà nuovamente riservato ampio spazio alla vegetazione e all’albero come compagno dell’uomo. Il concetto secondo cui l’arte è il ponte tra l’uomo e la natura deve essere chiaramente percepibile anche al rupertinum e non restare solo teoria. I vantaggi sono evidenti e col passare del tempo aumenteranno in sintonia con la crescita dell’albero-inquilino…. Gli alberi-inquilini non possono crescere per aria essendo il loro sviluppo condizionato dallo spazio per le radici e dal volume della terra….L’albero-inquilino paga l’affitto in una valuta ben più preziosa rispetto a un inquilino umano: 1 Fornisce ossigeno 2 regola il clima; vengono attenuati gli sbalzi caldo-freddo, secco-umido 3 è un aspirapolvere costantemente in funzione 4 protegge dai rumori, attenuando l’eco 5 dispensa bellezza visibile da lontano 6 stabilizza l’umore delle persone danneggiate dalla vita urbana 7 è un simbolo e uno stimolo per un nuovo orientamento della nostra società e come esempio di rimboschiment dei centri urbani, soprattutto nelle facciate delle case.Ulteriori vantaggi: depurazione dell’acqua sporca e dell’acqua piovana; deposito di humus; protezione dei muri dai raggi ultravioletti.L’ubicazione proposta per gli alberi-inquilini può essere variata. Essi occupano uno spazio ridotto all’interno delle stanze e hanno il vantaggio di ravvivare e arricchire gli ambienti. La collocazione degli alberi-inquilini deve essere esaminata da un punto di vista statico e richiede un isolamento a regola d’arte. Le finestre vengono fatte arretrare dietro all’albero-inquilino, così che si venga a formare una specie di piccolo bow-window verso l’interno dell’ampiezza di circa 1-3 mq. Anche al lati degli alberi-inquilini vanno collocate finestre in modo che il loro territorio sia visibile da più posizioni. Esternamente gli infissi restano così come sono, con l’incrocio a vista del montante e della traversa. Vengono tolti solo i vetri. Per una migliore collocazione statica sulla parete esterna e per risparmiare spazio, l’area delle radici di uno o due alberi-inquilini può essere sistemata a forma di triangolo, con l’apice verso la stanza e i due lati lungo le finestre. In questo modo volume e peso non gravano più principalmente sul centro della stanza ma sul muro esterno. Inoltre in alcuni punti può essere sistemata edera partenocissus triscupidata ampelosis veitschii a protezione dei muri e per avere i vantaggi sopra specificati.
Vienna, mattina del 16 ottobre
Friedensreich Hundertwasser
APPELLO AGLI INQUILINI
E’ ora. E’ finito il tempo del controllo. E’ finito il tempo dell’attesa del paradiso. E’ finito il tempo delle chiacchiere inutili. E’ venuto il tempo dell’azione. Io restituisco le case agli uomini. Non solo in apparenza, ma nella realtà. D’ora in poi chi abita in scatole piatte simili a prigioni ha il diritto e il dovere di modificarle con le proprie mani. Fuori e dentro, proprio li dove abita. Senza interdizione. Cominci a dipingerla sua porta bianca che da’ sull’esterno gli infissi bianchi delle finestre in rosso o in verde o come preferisce. Soprattutto verso l’esterno, così che possa riconoscere la sua finestra quando torna a casa stanco. Guai se un’autorità’ guai se una legge o qualunque altra cosagli proibiscono ciò che e’ naturale. Guai agli architetti! E’ dovere di ogni architetto esigere ed ottenere il diritto totale alle modifiche individuali per gli abitanti della casa che sta costruendo o ha costruito!altrimenti la sua coscienza non gli darà pace!
Friedensreich Hundertwasser
IL FRANCOBOLLO
Il francobollo e una cosa importante. Pur avendo dimensioni molto ridotte, reca in sé un messaggio. I francobolli sono indice della cultura di un paese. Il minuscolo rettangolo di carta congiunge i cuori del mittente e del destinatario. È un ponte tra popoli e paesi. Il francobollo non conosce confini. Ci raggiunge anche nelle carceri, nei ricoveri, negli ospedali. In qualunque luogo della terra ci troviamo. I francobolli dovrebbero essere messaggeri d’arte e di vita e non soltanto la fredda attestazione del pagamento di un’imposta. Il francobollo deve vivere il proprio destino. Il francobollo deve svolgere la sua funzione, deve cioè consentire di inviare una lettera. Un vero francobollo deve sentire la lingua del mittente che lo inumidisce. Il francobollo deve essere incollato sulla busta. Deve percepire il buio di una cassetta postale. Il francobollo deve sopportare il timbro di gomma della posta. Il francobollo deve sentire la mano del postino che
consegna la lettera al destinatario. Il francobollo che non è stato spedito su una lettera non è un francobollo, non ha mai vissuto, è un’imitazione. È come un pesce che non ha mai nuotato. Come un uccello che non ha volato. Un francobollo deve aver vissuto come francobollo. Il francobollo è l’unica opera d’arte che chiunque potrebbe possedere. Giovani e vecchi, ricchi e poveri, sani o malati,colti o ignoranti, liberi o privati della libertà, questo prezioso pezzetto d’arte raggiunge tutti noi come un dono che arriva da lontano. Un francobollo deve essere testimonianza di cultura, bellezza e creatività umana.
14 febbraio 1990
Fiedensreich Hundertwasser
PER UNA SOCIETÀ SENZA RIFIUTI
Se l’uomo vuole avere la coscienza pulita, deve aspirare a una società senza rifiuti. L’uomo ospite della natura deve comportarsi di conseguenza. Una società usa e getta non è accettabile. L’uomo deve riconoscere di essere il parassita più pericoloso che abbia mai devastato la terra. L’uomo deve ritirarsi entro 1 propri spazi in modo che la terra possa rigenerarsi. La vegetazione ha impiegato milioni di anni per ricoprire le sostanze velenose con uno strato di humus, di piante e d’ossigeno così che l’uomo potesse vivere sulla terra e lui, ingrato, riporta in superficie queste sostanze sotterrate grazie a una lunga e laboriosa opera del cosmo. Così, a causa del crimine commesso dall’uomo irresponsabile, la fine del mondo tornerà a essere l’inizio di tutti i tempi. Ci stiamo suicidando. Le nostre città sono ulcerazioni tumorali. Siamo tutti responsabili dei nostri rifiuti. I rifiuti dovrebbero essere messi fuori legge. Si dovrebbero punire coloro che li producono, l’industria dell’imballaggio, i responsabili diretti o indiretti della loro produzione, cioè tutti noi, in modo da ottenerne l’eliminazione radicale. Noi non mangiamo quello che cresce dalle nostre parti, andiamo a procurarci il cibo lontano, in africa, in america, in Cina, in Nuova Zelanda. I rifiuti però non ce li teniamo. Le nostre immondizie, i nostri scarti vengono allontanati e inquinano fiumi, laghi e mari. Gli escrementi non tornano mai a fertilizzare i nostri campi né i luoghi dai quali proviene il cibo. Abbiamo preghiere da recitare prima e dopo i pasti. Nel defecare però nessuno pronuncia preghiere. Ringraziamo dio per il pane quotidiano che ci viene dalla terra, ma non preghiamo perché i nostri escrementi possano venire trasformati. I rifiuti sono belli. La cernita e la reintegrazione dei rifiuti nella natura sono attività belle e piacevoli.
18 dicembre 1989
Friensreich Hundertwasser
CHE TUTTO SIA RICOPERTO DI VEGETAZIONE
Perché ricoprire i muri di vegetazione è considerato un delitto? È una cosa da guardare invece con favore perché non danneggia nessuno. Non comporta alcun danno a un anonimo padrone di casa o a una cooperativa. L’importante è chiedere il consenso degli altri inquilini. Leggi e disposizioni rivelatesi dannose o che lo sono diventate in un secondo tempo (non essendo adeguate al cambiamenti nella struttura sociale, alle nuove emergenze ambientali e al nuovi presupposti, cognizioni e obiettivi della nostra civiltà) sono da respingere, in attesa di nuove leggi e normative che tengano conto della situazione attuale. Si veda, per esempio, l’atteggiamento tollerante delle autorità nei confronti di chi fa il bagno nudo. Viviamo in uno stato d’emergenza in cui si deve comunque dare la precedenza alla vegetazione piuttosto che alle normative. Se 1 muri vengono ricoperti di vegetazione chi ne trae giovamento, chi viene danneggiato?anche il vicino di casa che abita al piano di sopra ottiene un vantaggio come beneficiario inconsapevole della vegetazione: 1 con l’arricchimento di ossigeno nell’aria che respira. 2 con la riduzione della polvere; le piante fissano la polvere che viene poi lavata dalla pioggia, agendo come un silenzioso aspirapolvere. 3 con la riduzione dell’inquinamento acustico; le piante attutiscono i rumori e gli effetti sonori. 4 con un miglioramento climatico mediante la riduzione dell’effetto serra nelle immediate vicinanze; gli sbalzi caldo/freddo vengono attenuati. 5 persino gli accusatori più accaniti non possono considerare le farfalle come parassiti dannosi. 6 la superficie esterna delle abitazioni di chi al contrario può essere tranquillamente lasciata così com’è; questo rientra nel suo diritto della finestra. 7 così come fa parte del proprio diritto opporsi al verde, non ci si può opporre se il proprio vicino decide di ricoprire di verde il muro esterno della casa in corrispondenza con la propria abitazione.
Friedensreich Hundertwasser
un pò di opere…
http://www.intergate.com/~canu/art/art4feb/79ch2o/blobs.html
http://www.intergate.com/~canu/art/art4feb/79ch2o/hdemedow.html
http://www.intergate.com/~canu/art/art4feb/79ch2o/rainwalt.html
http://www.intergate.com/~canu/art/art4feb/79ch2o/utiliz.html
http://www.intergate.com/~canu/art/art4feb/79ch2o/cryartst.html
http://www.intergate.com/~canu/art/art4feb/79ch2o/lookrain.html
http://www.intergate.com/~canu/art/art4feb/79ch2o/burnwntb.html
http://www.intergate.com/~canu/art/art4feb/79ch2o/vz3z.html
http://www.intergate.com/~canu/art/art4feb/79ch2o/sunmoon.html
http://www.intergate.com/~canu/art/art4feb/79ch2o/byeafrca.html
http://www.intergate.com/~canu/art/art4feb/79ch2o/tbetflor.html
http://www.intergate.com/~canu/art/art4feb/79ch2o/mantrvas.html
http://www.intergate.com/~canu/art/art4feb/79ch2o/hdemedow.html
http://www.intergate.com/~canu/art/art4feb/79ch2o/kingkong.html
http://www.intergate.com/~canu/art/art4feb/79ch2o/w4hou117.html
http://www.intergate.com/~canu/art/art4feb/79ch2o/sunset.html
http://www.intergate.com/~canu/art/art4feb/79ch2o/songwhal.html
http://www.intergate.com/~canu/art/art4feb/79ch2o/verpower.html

chiara :
Date: novembre 21, 2007 @ 7:16 pm
per domani devo fare una relazione in tedesco su sto benedetto hundertwasser…che palle!ad ogni modo non lo conoscevo prima di qualche minuto fa ma lo trovo bizzarro e unico nel suo genere. complimenti per il sito.
Elena :
Date: novembre 24, 2007 @ 5:04 pm
Salve a tutti, mi chaimo Elena e devo dire che sono affascinata da questo artista..Sto portando avanti una tesi su di lui e sulla Haus di Vienna.Faccio conservazione dei beni culturali Un saluto a tutti
Elena
clandestino :
Date: febbraio 3, 2008 @ 11:19 pm
Ho “conosciuto” Fritz in una libreria di Venezia. Ho comprato un suo calendario. Mi avevano colpito i colori e le spirali. Mi sembrava che quelle opere le avevo in testa da tanti anni. Da sempre. Di giorno e nei miei sogni. Solo dopo ho letto di lui, delle sue idee, della sua Vita. Da allora ha cambiato la mia:vedo il mondo con occhi diversi. Tenetemi informato sulle vostre iniziative. Un abbraccio colorato…
fede :
Date: febbraio 12, 2008 @ 6:08 pm
…che caso!
sto facendo la tesi su quest’artista meraviglioso e il mio corso di laurea è in beni culturali!
elena, se leggi questa mia e ti va di chiaccherare, contattami pure a feteee@gmail.com
ciaooooo
fede
VomeKeymn :
Date: marzo 24, 2008 @ 7:15 am
I’d prefer reading in my native language, because my knowledge of your languange is no so well.